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LUCI NELL'OMBRA

 

 

 

DETTAGLIO

OPERE RECENTI
DI NICOLETTA ODDERA

Ritorna a Palazzo Traversa, questa volta in veste di pittrice, Nicoletta Oddera, che già poco più di una ventina di anni or sono frequentò come architetto queste sale in quanto incaricata dell’allestimento della sezione archeologica del Museo artistico e storico che si andava ad inaugurare (dicembre 1991) nella nuova sede, dopo anni di chiusura seguita alla separazione dal suo illustre antenato, il Museo Craveri. Allora la progettista, in dialogo con la Soprintendenza Archeologica e l’Amministrazione Comunale braidese, propose un intervento mirato a non tradire la vocazione domestica dell’edificio, ma al contrario ad assecondarne l’articolazione di spazi eterogenei modellati da un uso secolare; impegno esplicitatosi anche nel criterio progettuale delle vetrine, pensate nella scala di un arredo domestico. In questa nuova occasione si presentano i frutti di una più recente attività, che ancora una volta, anche ad uno sguardo fugace, risulta “naturalmente” collocabile nella scala di questo contenitore-sede museale, sensazione favorita dalla gradevole consonanza dei soggetti raffigurati con i materiali delle collezioni permanenti. Assegneremo dunque a questi dipinti una tranquilla collocazione, in linea con un repertorio che percorre la millenaria storia dell’arte, dagli ancora vividi esempi pompeiani sino ai nostri giorni? Non esattamente o non soltanto, pare piuttosto di scorgere nelle opere una spontanea indipendenza da schemi canonici, una caratterizzazione personale nel taglio delle inquadrature: composizioni che, quand’anche studiate, ci riservano la mela che non c’è, la pera e gli oggetti “tagliati”, gli scampoli di stoffa ordinari ma capaci di catturare il nostro sguardo nel gioco virtuosistico di luci e ombre delle loro mille pieghe. Da ultimo, al di sopra dell’indubbia diligenza nell’esecuzione, trovo aleggi una nota leggera di ironia, ora più nascosta ora più dichiarata, come nella rivisitazione del topos dell’autoritratto, in questo caso moltiplicato a denunciare se stessa nell’atto di “spiare” il soggetto prescelto.

 

Giovanna Cravero

Direttore del Museo Civico di Palazzo Traversa

 

 

L’autrice a chi guarda

 

Intanto una breve spiegazione del senso di titolo e sottotitolo della mostra. Luci nell’ombra si riferisce certamente a una caratteristica della pittura di queste nature (in punto di) morte, ma allude anche all’influenza che ha avuto su di me di recente un libro di Umberto Galimberti : “La terra senza il male - Jung: dall’inconscio al simbolo”.Il sottotitolo della mostra è tratto dalle ultime righe del diciassettesimo capitolo (Individuazione e sacrificio) in cui l’autore si esprime in questi termini: “C’è un senso, infatti, in cui la verità riluce nel naufragio della chiarezza razionale, in quei confini dove ogni significato stabilito vien meno, dove cessa il nostro sapere, dove più fioca si fa la luce del giorno e più forte l’infedeltà alla sua legge. Lì è il luogo del confronto, della ‘relazione’, dove massimo è il rischio, e perciò dove massima deve essere la cura a che la luce che brilla nell’oscurità non solo venga compresa dall’oscurità, ma che essa stessa comprenda l’oscurità.”Sarebbe bello se, anche solo in parte, il senso di ambivalenza generato nella compresenza di luce e ombra, nella relazione fra chiara razionalità e oscura confusione e caos, potesse emergere nella visione di questi quadri.

Ancora

Da tanti anni non credo più (come credevo quando ero giovane) al fatto che un’opera d’arte, per avere diritto a questo nome, debba colpire chi la guarda come un pugno nello stomaco. Sono arrivata infine oggi a pensare che a fronte del fatto che la vita stessa ci somministra già molti pugni nello stomaco, le opere d’arte potrebbero limitarsi a far intravedere, a rendere trasparente, in modo sottile, il lato oscuro, l’abisso senza fondo che radicalmente fa parte di noi. E’ quindi con incerte allusioni, con accenni celati entro immagini di per sè forse anche troppo consuete e confortanti, che queste opere gettano sguardi obliqui e fugaci sul nostro essere ed essere-nel-mondo.Forse non c’è bisogno di aggiungere che non credo nella rottura della tradizione (né tantomeno nella tradizione della rottura) ma piuttosto in un orizzonte pittorico che non necessariamente “suscita meraviglia, ma esodo e ritorno” (questa frase cercatela voi fra le pagine del libro di cui sopra).

Infine

Desidero ringraziare Giovanna Cravero, senza il cui intelligente, cordiale e sagace contributo questa mostra non sarebbe stata possibile, mio marito Fulvio al quale devo gran parte delle soluzioni organizzative e molto altro ancora che-lui-sa, tutti i componenti di una famiglia sparsa per il mondo ma vicina nello spirito, e dedico questi lavori alla memoria di mio padre Bruno.

 

Nicoletta Oddera

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Articolo su "La Stampa" del 23.02.2014 >>>

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23.2 - 23.3.2014
BRA (CN)
MUSEO CIVICO DI PALAZZO TRAVERSA- v. PARPERA, 4

 

 

 

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